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Milano, atletica cenerentola dello sport: nessun impianto indoor e zero strutture omologate per le gare

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di
Salvatore Riggio

È fra le poche «capitali» europee a non avere una struttura al coperto. Da quest’anno anche l’Arena Civica non è più in regola per le competizioni: necessaria la trasferta a Busto Arsizio

A Milano non c’è più posto per l’atletica. Quest’anno dall’Arena Civica — che non è più in regola per le gare — saranno spostate al Centro Atletica di Busto Arsizio gli Assoluti di prove multiple, il Trofeo Bracco e la Notturna Eset, mentre per la finale oro dei Campionati di società la Fidal ha scelto Brescia.

Insomma, un vero e proprio disastro sotto gli occhi di tutti: «A Milano abbiamo rinunciato a fare atletica, non ci sono campi per praticarla», ha raccontato Franco Angelotti, presidente della Bracco Atletica. «Accanto al XXV Aprile c’è una struttura indoor, ma non è mai stata consegnata, è inutilizzabile. Ha mille problematiche: piove dentro, vetri saltati, caldaia non funzionante. Uno sperpero di soldi pubblici», ha continuato. Milano è una delle poche città europee a non avere un impianto indoor e nessuno dei sette impianti di atletica è omologato per le competizioni: «Il Saini è chiuso anche se la pista è stata fatta da due anni. L’Università Statale sta facendo dei lavori — ha elencato Angelotti —. Il Luigi Carraro in via dei Missaglia ha una pista in pessime condizioni. Il Giuriati è in mano al Politecnico e non ha fatto omologare la struttura (e per andare lì bisogna prenotare uno slot orario, ndr). Quindi, ripeto, fare atletica a Milano è praticamente impossibile. Non ci sono impianti idonei per ospitare degli eventi. Mi sto lamentando dell’atletica, ma anche il nuoto è nelle stesse condizioni». Infine: «Io 15 anni fa ero vice presidente del Coni Milano. Ci fu un accordo tra il Coni nazionale e il Comune di Milano di 400 milioni di euro all’anno, ma il Comune non ha presentato alcun progetto e senza fiatare ha perso la possibilità di ricevere 1,6 milioni di euro. Inoltre, ancora oggi, il Comune non ha partecipato ad alcun bando di Regione Lombardia».

Insomma, una situazione drammatica che coinvolge tutti gli impianti, non soltanto la gloriosa Arena Civica. Ad esempio, il XXV Aprile sta attraversando una fase di transizione. Nel 2015 fu firmato un accordo tra Fidal e Milanosport. A gestire l’impianto è il Cus Milano, ma due anni fa il Comune ha fatto un bando: «Anche noi abbiamo partecipato con un progetto di circa quattro milioni di euro. Però, questo bando è piuttosto lungo e complicato — ha raccontato il presidente Alessandro Castelli —, il contratto tra Fidal e Milanosport scade questo agosto e la stessa Milanosport può riprendersi la gestione. Però, noi in questi anni abbiamo fatto degli investimenti e abbiamo chiesto una proroga di questa gestione. Le piste di atletica vanno rifatte. Il XXV Aprile resta la struttura di atletica più utilizzata di Milano. Anche i big quando vengono in città, si allenano qui, come è capitato a Marcell Jacobs. L’impianto, in termini economici, sta in piedi con la gestione unica della struttura, che oltre all’atletica ha anche il tennis». Infine, il Bicocca Stadium: «Ha una pista perfetta, ma fisicamente non ce ne sta una di 400 metri. Ha un anello di quattro corsie ed è di 390 metri, ma non può essere omologata. Utile per gli allenamenti, ma non per gare ed eventi», ha concluso Castelli.

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1 aprile 2025