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Mon, Aug

Uno scempio chiamato Milan

News Milan

L'unica cosa da salvare è il risultato. I ragazzi di Mihajlovic sfoderano l'ennesima prestazione orribile nella serata che avrebbe dovuto sancire la qualificazione alla finale di Coppa Italia. I rossoneri avrebbero dovuto vincere la partita con un risultato rotondo per mettere in cassaforte la qualificazione alla finale oltre che per acquisire fiducia in vista del proseguo del campionato. Onore all'Alessandria che ha disputato la sua onestissima partita. 

 

I rossoneri hanno "giocato" malissimo, non sono riusciti a creare un'azione degna di esser chiamata tale. Tanti, troppi passaggi sbagliati anche contro una squadra di Lega Pro. Questa squadra non ha un'idea di gioco, e la colpa è in parte dell'allenatore ma si sapeva quando si è scelto di puntare su di lui che, storicamente, le sue squadre fanno della forza e della grinta le proprie armi. Qui subentrano due problemi: i giocatori che attualmente fanno parte del Milan non hanno coraggio, non hanno grinta e puntualmente subiscono il pressing e la voglia dell'avversario di qualunque rango esso sia. Il secondo problema è che, a prescindere dall'impronta tattica che un allenatore possa dare, i calciatori rossoneri non hanno la capacità di fare un passaggio intelligente, non riescono a creare un'azione di gioco che abbia un senso e, cosa ancor più grave, chi prova anche solo a fare qualcosa di creativo o di diverso viene risucchiato nella mediocrità dei compagni. 

I rossoneri domenica giocheranno il Derby: la partita che potrebbe riaprire il campionato del Milan o che potrebbe sancire la definitiva resa per quanto concerne la lotta per il terzo posto. Le premesse non sono delle migliori e i tifosi milanisti sperano che la squadra lotti e vinca il Derby per evitare di resuscitare l'Inter dandole una nuova spinta in campionato dopo il periodo non proprio esaltante che stanno vivendo i neroazzurri. 

Va sottolineato come Galliani, conscio delle "enormi potenzialità" della sua squadra abbia dichiarato che il mercato è chiuso e che la squadra, a suo modo di vedere, sia competitiva e possa lottare per qualcosa in più del sesto posto. Ovviamente non è lui che decide se investire o meno sul mercato, la sua "unica" colpa è quella di aver costruito negli anni una squadra che, tra parametri zero ed ex atleti, è un miracolo che riesca a vincere 1-0 (di rigore!) contro una squadra di Lega Pro. Il mercato del Milan è bloccato perché "se non esce nessuno non entra nessuno" e, probabilmente, in società dovrebbero chiedersi perché nessuno è interessato a giocatori che valgono poco e guadagnano troppo. 
Si profila l'ennesima stagione dal sapore amaro per i tifosi rossoneri che ormai da quasi quattro anni devono subire umiliazioni in giro per i campi d'Italia, del resto non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere e se dalla società gli slogan continueranno ad esser #ultracompetitivi e #siamoapostocosì i tifosi rossoneri dovranno mettersi l'anima in pace e sperare in un miracolo, anche se forse non basterebbe neanche quello...

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